Città di festa o città di shopping ? – 25.10.2014

AVT_Franco-La-Cecla_6225Franco La Cecla me l’ha fatto conoscere Marco Maule, un amico che vedo poco ma che ogni volta sembra che l’ho lasciato da poco.   Adesso mi ricapita in mezzo ai piedi per merito di Marco Stella, il nipote-fratellino.   La Cecla si definisce un antropologo della città, e continua a prenderci per mano per farci capire come cambiano le città, e come si potrebbe fare perchè rimangano il posto migliore dove vivere (motivo per cui sono state fondate).   IMG_1246Nell’ultimo capitolo del libro che Marco mi ha regalato “Contro l’Architettura” Bollati Boringhieri editore, restando sul tema che interessa a questo Blog, leggo : ” … le città sono nate anche per dare occasione a una folla di ritrovarsi a festeggiare qualcosa assieme, …… e al loro interno lo spazio pubblico deve essere luogo di una possibile allegria collettiva (feste in piazza, mercati, il ramblear di Barcellona o la “vasca” di tutte le città italiane,  il concerto in piazza, etc …) .   Ora, un resto di questa felicità collettiva, quella che ci viene ancora concessa, è fare shopping ? “.

Un pensiero su “Città di festa o città di shopping ? – 25.10.2014

  1. Mario Martinelli

    Le nostre città stanno subendo un processo di clonazione che ne cancella gradualmente ogni segno di diversità, originalità, autenticità. Ciò porta alla clonazione della vita quotidiana e cancella la vita di strada, quella magnifica urbanità inventata nelle piazze d’Italia e|
    d’Europa. Ma che cos’è la città senza la sua gente? Ci siamo tanto allontanati da noi che non abbiamo un luogo in cui ripararci, qualcosa in noi a cui appoggiarci per sfuggire alla pressione ambientale. Sempre più spesso gli uomini appaiono come una folla frettolosa e allarmante, marginali e inutili, convinti che il loro valore è quello dei numeri della carta di credito. Perché la città resti umana bisogna che vi sia posto per ciò che non dipende esclusivamente dalla fabbricazione umana. Da parte mia propongo che ogni città abbia un angolo con l’installazione “Incontro con l’ombra” perché davanti alla scoperta della propria ombra emancipata a ognuno che passa venga voglia di dire col cantante: sono un uomo qualsiasi, un essere straordinario.

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